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Vespa 98

 

La Prima, la più bella, la più ricercata. è lei la Vespa 98, elegantissima e la più ambita tra i collezionisti disposti a spendere una piccola fortuna per possederla. E' il primo modello di Vespa costruita su larga scala dalla Piaggio, interamente progettata da Corradino D\'ascanio e presentato per la prima volta nel 1948. Al momento della presentazione ufficiale al pubblico, il prototipo realizzato apparì per alcuni un progetto “improponibile”; ma nonostante i commenti poco entusiasmanti di parte degli addetti ai lavori, la Piaggio decise comunque la produzione in serie di circa 2000 esemplari ed organizzò al Circolo del Golf di Roma la sua presentazione alla presenza del generale Stone. Cominciarono ad essere prodotte quasi subito negli stabilimenti di Pontedera sotto la direzione tecnica di Carbonero le prime Vespa con una cilindrata di 98 cc., due tempi, tre marce, accensione a volano magnete, potenza max 3,2 cavalli a 4500 giri che consentivano una velocità massima di 60 km/ h, il superamento di pendenze del 20% in prima, 12% in seconda e 5% in terza. Carburatore dell\'Orto 16/17, peso a vuoto 60 kg, lunghezza metri 1,65, passo 1,17, pneumatici 3.50-8, un consumo di un litro per oltre 40 km.
 

Questo primo tipo di Vespa non era dotata di cavalletto, si appoggiava lateralmente sulla pedana costituita da due zoccoletti in lega leggera, il serbatoio del carburante conteneva 5 litri di miscela al 5%. L\'idea dello scooter non era certamente nuova ma questo veicolo era talmente esclusivo e perfetto da distinguersi senza dubbio da ogni precedente realizzazione a due ruote. La Vespa mostrò comunque, fin dall\'inizio, un\'affidabilità ed un consumo a livelli decisamente competitivi; quanto alla velocità, le prime escursioni fuori dalle mura cittadine misero in evidenza il fatto che la velocità massima di crociera poteva essere mantenuta per lunghissimi tratti, innalzando le medie ottenibili sui percorsi medio-lunghi, alla pari di quelle che le moto leggere e le medie cilindrate potevano ottenere normalmente, pur vantando punte velocistiche massime superiori di 40-50 km/h. Anche il vantaggio della ruota di scorta non era da sottovalutare in quel periodo in cui la qualità dei copertoni e delle camere d'aria era piuttosto scadente e le strade asfaltate molto rare.

 

Uno scooter semplice e vincente!

 
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